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Art. 669 Codice di Procedura Penale

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Preclusione processuale: ricorso inammissibile
Un condannato, dopo aver ottenuto una prima rideterminazione della pena, ha presentato un nuovo ricorso per un'ulteriore riduzione, basandosi su questioni già valutate. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'istanza, ribadendo il principio della preclusione processuale, secondo cui non è possibile riproporre una richiesta già decisa in via definitiva in assenza di nuovi elementi.
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Rinegoziazione della pena: come rinegoziare il patto
Un imputato, condannato con patteggiamento, chiede la riduzione della pena a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che dichiara parzialmente illegittima la norma applicata. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che in questi casi non si può procedere con una modifica unilaterale da parte del giudice dell'esecuzione, ma è necessaria una rinegoziazione della pena tra le parti, annullando così la precedente decisione di inammissibilità.
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Competenza giudice esecuzione: il caso dell’assoluzione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione sorto tra due giudici in seguito a sentenze contrastanti: una di condanna e una successiva di assoluzione per lo stesso fatto, entrambe definitive. La Corte stabilisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, ma solo se questa ha effetti esecutivi. Una mera assoluzione, priva di statuizioni esecutive, non è idonea a radicare la competenza, che resta in capo al giudice della precedente sentenza di condanna.
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Competenza misure di sicurezza: chi decide?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra un Tribunale e un Magistrato di Sorveglianza. La sentenza stabilisce che la competenza per le misure di sicurezza personali spetta in via funzionale ed esclusiva alla magistratura di sorveglianza. Questa decisione chiarisce che, in materia di esecuzione di misure come la libertà vigilata, la competenza specialistica del Magistrato di Sorveglianza prevale sulla regola generale che individua come competente il giudice che ha emesso la sentenza.
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Ne bis in idem: quando i fatti sono diversi tra Stati
La Cassazione ha negato l'applicazione del principio del ne bis in idem a un individuo condannato in Italia per riciclaggio di un'auto e in Francia per ricettazione di un'altra. I giudici hanno stabilito che i fatti materiali sono distinti, poiché le condotte criminose riguardavano veicoli diversi e azioni autonome, non potendo quindi essere considerati 'medesimi fatti' ai sensi della Convenzione di Schengen.
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