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Art. 656 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 656 Codice di Procedura Penale

Restituzione nel termine: il ruolo del difensore
Un individuo, condannato in contumacia, ha richiesto la restituzione nel termine per impugnare la sentenza, sostenendo di non averne avuto conoscenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Il motivo risiede nel fatto che la presenza e l'assistenza di un difensore di fiducia durante il processo, regolarmente informato dell'esito, costituisce un fatto concreto che fa presumere la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato, escludendo così il diritto alla restituzione.
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Pena illegale e sospensione: la Cassazione chiarisce
Un individuo, condannato per stalking commesso prima del 2019, è stato sottoposto a un percorso di recupero come condizione per la sospensione della pena, misura introdotta da una legge del 2019. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che l'applicazione retroattiva costituisse una pena illegale. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che un errore sulle condizioni della sospensione non costituisce una pena illegale se non viene contestato nel precedente grado di appello, poiché la pena principale rimaneva legittima.
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Furto in abitazione: perché è procedibile d’ufficio?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imputati condannati per furto in abitazione, confermando la legittimità costituzionale della procedibilità d'ufficio per questo reato. La Corte ha stabilito che la maggiore gravità del furto in abitazione, che lede sia il patrimonio che l'inviolabilità del domicilio, giustifica un trattamento diverso rispetto al furto semplice e non viola il principio di eguaglianza.
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Diritto del detenuto all’udienza: nullità insanabile
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava misure alternative a un condannato. La ragione risiede in un grave vizio procedurale: non è stato garantito il diritto del detenuto all'udienza di rinvio, nonostante avesse manifestato la volontà di partecipare. Tale omissione, secondo la Corte, costituisce una nullità assoluta e insanabile, violando il diritto di difesa.
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Calcolo liberazione anticipata: errore nel cumulo?
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza del Tribunale di Rovigo relativa al calcolo della pena residua di un detenuto. Il caso verteva sul corretto scomputo dei giorni di liberazione anticipata nell'ambito di un cumulo di pene. La Corte ha rilevato che l'ordinanza impugnata non aveva adeguatamente verificato e motivato se la detrazione per la liberazione anticipata fosse già stata applicata in precedenza dal Pubblico Ministero, creando un'aporia argomentativa. Pertanto, ha rinviato il caso al Tribunale per un nuovo esame che chiarisca questo punto cruciale del calcolo liberazione anticipata.
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Cumulo di pene: l’inscindibilità e i reati ostativi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva lo scioglimento del cumulo di pene per isolare un reato ostativo e ottenere la sospensione dell'esecuzione. La sentenza ribadisce il principio dell'inscindibilità del cumulo, che costituisce una pena unica, e chiarisce che la presenza di un titolo ostativo impedisce l'applicazione delle procedure sospensive ordinarie, anche se la pena residua è bassa.
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