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Art. 654 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 654 Codice di Procedura Civile

Dichiarazione mendace: contratto nullo senza preavviso
Un dirigente di polizia municipale viene assunto dopo un concorso, ma si scopre una sua dichiarazione mendace su un requisito essenziale. La Cassazione conferma la nullità del contratto ab initio, stabilendo che la decadenza è automatica e non richiede un procedimento disciplinare, a causa del vizio genetico che inficia l'assunzione.
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Licenziamento per ammanco: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per ammanco causato dal furto di prodotti da parte di un dipendente di una farmacia. La sentenza ha respinto il ricorso del lavoratore, che contestava la tempestività dell'azione disciplinare e le prove utilizzate. La Corte ha ribadito che il principio di immediatezza della contestazione è relativo e che il datore di lavoro può prendersi il tempo necessario per accertare i fatti. Inoltre, ha confermato la condanna del lavoratore al risarcimento del danno, quantificato in oltre 40.000 euro.
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Omissione contributiva: onere della prova sull’utilizzatore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società utilizzatrice, confermando la sua responsabilità per un'omissione contributiva relativa a lavoratori somministrati. La Corte ha stabilito che, in un rapporto di somministrazione, grava sulla società utilizzatrice l'onere di provare l'avvenuto pagamento dei contributi da parte della società somministratrice. Inoltre, è stato chiarito che una precedente assoluzione in sede penale non ha efficacia automatica nel giudizio civile, specialmente se l'ente previdenziale non vi ha partecipato.
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Licenziamento tardivo: la conoscenza dei fatti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un licenziamento non è tardivo se l'azione disciplinare è avviata quando il datore di lavoro acquisisce piena e certa conoscenza dei fatti, anche se ciò avviene anni dopo l'accaduto. Nel caso specifico, un dipendente di banca è stato licenziato per furto dopo una condanna penale. Il licenziamento è stato ritenuto legittimo perché la piena conoscenza dei fatti è stata acquisita solo tramite una notizia di stampa, e non da precedenti segnalazioni parziali.
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Licenziamento dirigente: assoluzione penale non basta
Una dirigente, licenziata per giusta causa a seguito di presunte spese eccessive, ricorre in Cassazione facendo leva su una precedente assoluzione in sede penale per gli stessi fatti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando il licenziamento dirigente. I giudici hanno chiarito che, nel nostro ordinamento, vige il principio di separazione tra giudizio penale e civile. Pertanto, l'assoluzione penale non è automaticamente vincolante per il giudice del lavoro, il quale può autonomamente valutare la condotta del lavoratore e ritenerla lesiva del rapporto fiduciario, giustificando così il licenziamento.
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