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Art. 65 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 65 Codice di Procedura Penale

Convalida dell’arresto e interprete: basta la traduzione scritta
Tre cittadini stranieri subiscono un arresto per furto in un negozio. Le Forze dell'Ordine consegnano subito i verbali e l'elenco dei diritti tradotti nella loro lingua madre. Il Tribunale rifiuta la convalida perché la polizia non ha fatto intervenire un interprete di persona durante la cattura. La Procura impugna l'ordinanza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la decisione senza rinvio. La Suprema Corte stabilisce che per la convalida dell'arresto e interprete non serve la presenza fisica del traduttore durante l'esecuzione dell'arresto. La persona fermata subisce l'atto materiale senza una contestazione d'accusa immediata, garantita invece durante l'interrogatorio davanti al giudice.
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Testimonianza parente: quando è valida in un processo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti, trovati nell'abitazione della madre. L'imputato sosteneva l'inutilizzabilità della testimonianza parente, affermando che la madre dovesse essere considerata indagata. La Corte ha stabilito che, in assenza di seri e concreti elementi di reità a carico della madre, la sua testimonianza è pienamente valida e utilizzabile.
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Operazione sotto copertura: quando è legittima?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di una complessa operazione sotto copertura che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di cocaina. I ricorsi degli imputati, basati sulla tesi dell'agente provocatore e del reato impossibile, sono stati respinti. La sentenza chiarisce i confini tra l'attività investigativa dell'infiltrato e l'induzione a commettere un reato, confermando le condanne.
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Interrogatorio preventivo: quando può essere omesso?
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro la custodia cautelare in carcere, confermando che il pericolo di fuga può giustificare l'omissione dell'interrogatorio preventivo. Il Tribunale del Riesame ha il potere di valutare autonomamente i presupposti della misura, anche se il GIP non era a conoscenza dello stato di detenzione dell'indagato per altra causa.
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Esigenze cautelari: il tempo non cancella il pericolo
Un appartenente alle forze dell'ordine, indagato per associazione finalizzata al narcotraffico, ha impugnato l'ordinanza di arresti domiciliari, sostenendo la mancanza di attualità delle esigenze cautelari per via del tempo trascorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che per i reati associativi il fattore tempo, da solo, non è sufficiente a escludere la pericolosità se non vi è prova della rescissione del vincolo criminale. La Corte ha inoltre ritenuto valido l'interrogatorio di garanzia, specificando che la difesa avrebbe potuto chiedere un rinvio per esaminare gli atti.
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