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Art. 640 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Rescissione del giudicato: il vizio di procura che nega il ricorso
Il difensore di un cittadino condannato in via definitiva ha presentato ricorso in Cassazione contro il rifiuto della Corte d'appello di concedere la rescissione del giudicato. Tuttavia, l'avvocato ha utilizzato la procura speciale rilasciata esclusivamente per la richiesta iniziale di rescissione, senza munirsi di una nuova procura specifica per il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione del difensore. Per impugnare la decisione sulla rescissione del giudicato è infatti indispensabile una procura speciale autenticata e dedicata espressamente al ricorso di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Sanzione pecuniaria per ricusazione: annullata se senza motivi
Il Ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di appello che, nel dichiarare inammissibile la sua richiesta di ricusazione di un magistrato, lo aveva condannato a pagare mille euro alla Cassa delle ammende. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'applicazione di una sanzione pecuniaria per ricusazione richiede sempre una specifica motivazione. Il giudice non può limitarsi a infliggere la sanzione come automatica conseguenza dell'inammissibilità, ma deve spiegare le ragioni della punizione e i criteri usati per calcolare la somma. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna al pagamento.
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Rescissione del giudicato: procura valida anche senza formule sacre
Un condannato presenta istanza di rescissione del giudicato, ma la Corte d'Appello la dichiara inammissibile. Il motivo è la mancanza di una procura speciale formale per il difensore. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la volontà del cliente, se chiaramente espressa nell'atto di nomina, prevale sul rigido formalismo. Anche se la procura non usa 'formule sacramentali', è valida se l'intenzione di avviare la procedura di rescissione del giudicato è inequivocabile. La Cassazione, quindi, annulla l'ordinanza e rinvia il caso alla Corte d'Appello per un esame nel merito.
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