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Art. 63 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 63 Codice Civile

Quote consortili: no al decreto ingiuntivo con IVA non deliberata
Un Consorzio ottiene un ordine di pagamento contro un Condominio per quote non pagate. L'importo richiesto, però, è superiore a quello approvato dall'assemblea perché il Consorzio ha aggiunto l'IVA in un secondo momento. Il Condominio si oppone e la Corte di Cassazione gli dà ragione. Il principio sancito è chiaro: il decreto ingiuntivo per quote consortili deve corrispondere esattamente alla somma deliberata. Il creditore non può aumentare l'importo basandosi su una prova scritta (la delibera) che indica una cifra inferiore. La pretesa per la somma maggiore è illegittima se non approvata da una nuova delibera.
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Cram-down fiscale: limiti al reclamo dell’Agenzia
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti che prevedeva il cram-down fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che l'amministrazione finanziaria non è legittimata a proporre reclamo in appello se non ha preventivamente presentato una formale opposizione durante il giudizio di omologazione davanti al Tribunale. Il semplice dissenso espresso durante le trattative sulla transazione fiscale non è sufficiente per acquisire la qualità di parte necessaria per l'impugnazione, confermando la natura contenziosa del procedimento di omologa.
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Transazione fiscale: termini e ricorso in Cassazione
Una società ha presentato una proposta di transazione fiscale nell'ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti. L'Amministrazione finanziaria ha contestato l'omologazione sostenendo che il ricorso fosse stato depositato prima della scadenza del termine di 90 giorni previsto per la sua valutazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente creditore inammissibile per tardività, confermando che nei procedimenti regolati dal Codice della Crisi non si applica la sospensione feriale dei termini e che il termine per il ricorso di legittimità è di 30 giorni dalla notifica della sentenza.
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Oneri consortili: chi paga i debiti pregressi?
Un consorzio industriale ha richiesto al nuovo proprietario di un immobile il pagamento di oneri consortili maturati prima della vendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di una specifica previsione nello statuto del consorzio, i debiti pregressi restano a carico del venditore. La Corte ha chiarito che l'obbligo di pagare gli oneri consortili è un'obbligazione 'propter rem', che vincola il nuovo proprietario solo per le quote maturate dopo l'acquisto, e non può essere assimilata automaticamente alla disciplina del condominio.
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