Un gruppo di malviventi, dopo aver commesso una rapina in un'abitazione e sottratto del denaro, ha privato le vittime della libertà personale per costringerle a consegnare ulteriori somme il giorno seguente. La Corte di Cassazione ha confermato la loro condanna, stabilendo un importante principio sul concorso tra rapina ed estorsione. I due reati sono considerati distinti e autonomi quando, pur avvenendo in un contesto unitario, hanno ad oggetto beni diversi (il contante già preso contro il denaro futuro) e sono sorretti da due diverse intenzioni criminali. La violenza successiva alla rapina non è una sua continuazione, ma un nuovo reato di tentata estorsione e sequestro di persona. Di conseguenza, i ricorsi dei malviventi sono stati respinti.
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