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Art. 625 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 625 Codice di Procedura Penale

Correzione errore materiale: nome errato a ruolo, atti corretti
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale presente nel ruolo di un'udienza penale. Nel registro ufficiale del tribunale il nome di battesimo del cittadino ricorrente era stato trascritto in modo errato come 'Raffaele' al posto del nome corretto 'Renato'. I giudici hanno riscontrato la semplice svista anagrafica e hanno ordinato la rettifica immediata senza particolari formalità. La decisione stabilisce che i meri errori di battitura nei registri giudiziari non invalidano il procedimento penale e si correggono mediante una procedura semplificata.
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Correzione di errore materiale: il cognome errato in udienza
La Corte di Cassazione ha riscontrato un errore formale nel ruolo d'udienza relativo a un ricorso penale, dove il cognome di una parte ricorrente è stato iscritto con una grafia errata. La Suprema Corte ha applicato la disciplina della correzione di errore materiale procedendo alla rettifica diretta e senza formalità del cognome dell'interessata negli elenchi ufficiali. La decisione conferma che i semplici refusi di digitazione o trascrizione nei documenti processuali non invalidano il procedimento e possono essere emendati con rapidità per tutelare l'esatta identità delle parti e la trasparenza degli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: da 5.00,00 a 500 euro
Nel verbale del ruolo di udienza della Corte di Cassazione compare una cifra errata relativa al pagamento imposto ai ricorrenti a favore della Cassa delle ammende. Il cancelliere trascrive per sbaglio l'importo anomalo di 5.00,00 euro al posto della cifra corretta di 500,00 euro stabilita nel corpo della sentenza. La Suprema Corte accoglie la segnalazione del refuso e dispone la correzione errore materiale senza formalità. Il collegio rettifica il testo e ordina alla cancelleria di annotare l'importo esatto sui documenti originali, ripristinando la perfetta corrispondenza tra la decisione effettiva e gli atti ufficiali.
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Errore materiale: Cassazione corregge un verbale per due parole
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale su un proprio atto. In un verbale d'udienza era stata trascritta per sbaglio la dicitura 'senza rinvio' in un dispositivo che invece prevedeva un annullamento con rinvio al giudice civile. Queste due parole cambiavano radicalmente il senso della decisione. La Corte, rilevato lo sbaglio, ha ordinato di eliminare la dicitura errata per ripristinare la corrispondenza tra la volontà del giudice e quanto riportato ufficialmente. La vicenda sottolinea l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e la procedura per rimediare a sviste di questo tipo.
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Errore materiale: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per correggere un **errore materiale** riscontrato in una precedente sentenza penale. Nel dispositivo originario, la Corte aveva disposto l'annullamento con rinvio per rideterminare la pena, ma aveva omesso di indicare quale fosse l'autorità giudiziaria competente per il nuovo giudizio. Attraverso la procedura camerale prevista dal codice di rito, i giudici hanno integrato il provvedimento specificando che il rinvio deve essere effettuato presso un'altra sezione della Corte di Appello territorialmente competente, sanando così l'omissione tecnica.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge dispositivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha corretto un errore materiale contenuto nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Il dispositivo riportava erroneamente il 'rigetto' del ricorso, mentre la decisione effettiva, come risultava dalla motivazione, era di 'inammissibilità' con condanna al pagamento di un'ammenda. La Corte ha stabilito che, in caso di contrasto, la motivazione può prevalere sul dispositivo se esprime in modo inequivocabile la volontà del giudice, procedendo quindi alla rettifica.
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Pericolosità sociale: i criteri per la confisca dei beni
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due persone contro la confisca dei loro beni. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, basato su una valutazione di pericolosità sociale fondata su una serie di reati a carattere lucrativo e su prove come le intercettazioni telefoniche. È stato chiarito che la confisca deve riguardare beni acquisiti durante il periodo di accertata pericolosità, dimostrando un nesso temporale tra l'illecito arricchimento e il possesso dei beni.
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Correzione errore materiale: quando il giudice può?
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente decisione. Il testo originale ometteva la condanna di una parte civile al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, nonché la condanna di una società appellante al pagamento delle spese. La Corte ha rettificato il dispositivo per includere queste statuizioni, evidenziando come la procedura di correzione errore materiale serva a conformare il testo scritto alla reale volontà del giudice.
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Ricorso straordinario e sospensione della pena: i limiti
Un condannato in via definitiva ha richiesto la sospensione della pena in attesa della decisione sul suo ricorso straordinario per errore di fatto. La Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile, chiarendo che la sospensione della pena è concessa solo in "casi di eccezionale gravità". Tale gravità si valuta principalmente sulla base della probabilità di successo del ricorso (fumus boni iuris), che nel caso specifico è risultata incerta e non immediatamente evidente, non giustificando quindi l'interruzione dell'esecuzione della condanna.
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Correzione errore materiale: quando il giudice interviene
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale relativo al nome di una ricorrente, erroneamente indicato nel ruolo d'udienza. Rilevato che si trattava di un mero refuso, la Corte ha applicato la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale, ordinando la rettifica del nome senza ulteriori formalità, riaffermando così il principio di efficienza e accuratezza degli atti giudiziari.
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Errore materiale sentenza: quando si può correggere?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso straordinario basato su presunti vizi formali di una sua precedente decisione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per le censure relative alla mancanza di firme e attestazioni, risultate infondate dopo la verifica degli atti originali. Tuttavia, la Corte ha accolto la doglianza relativa a un errore materiale sentenza, disponendo la correzione del nome errato del difensore nell'epigrafe del provvedimento, senza però annullare la decisione stessa.
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Errore materiale: correzione senza formalità in giudizio
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale contenuto nel ruolo d'udienza e nella conseguente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del soggetto ricorrente. Invece del 'Procuratore generale', era stato menzionato il 'Procuratore della Repubblica'. La Corte ha disposto la correzione senza formalità, evidenziando come il ricorso fosse stato effettivamente proposto dal Procuratore generale, risolvendo così la discrepanza.
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