Un individuo, condannato per un furto di 100 euro in un negozio, commesso di notte forzando la porta, ha contestato l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa. Sosteneva che il solo orario notturno non fosse sufficiente a giustificare un aumento di pena. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: commettere un reato di notte, in un luogo deserto, è una condizione che di per sé ostacola la difesa pubblica e privata. Questo approfittamento della vulnerabilità giustifica pienamente l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa. L'imputato ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione.
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