La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per furto aggravato di grondaie in rame a carico di un uomo, ritenendo insufficiente la prova indiziaria utilizzata dai giudici di merito. L'accusa si fondava sul fatto che il telefono dell'imputato avesse agganciato la cella telefonica della zona del furto e che l'uomo fosse stato trovato, nove giorni dopo, a bordo dell'auto usata per il colpo insieme al proprietario del mezzo. La Suprema Corte ha chiarito che l'aggancio di una cella telefonica, senza specificarne l'ampiezza, non dimostra la presenza fisica sul luogo del reato, né tale indizio può essere rafforzato dalla successiva frequentazione con il proprietario dell'auto. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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