Due imputati sono stati condannati per il reato di furto aggravato di due cassette di attrezzi, sottratte dal furgone della persona offesa. La refurtiva, vista asportare da un testimone oculare, è stata rinvenuta nel bagagliaio dell'auto su cui viaggiavano i soggetti e successivamente riconosciuta e restituita alla vittima. I condannati hanno proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata prova della proprietà dei beni da parte della persona offesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricostruzione dei fatti si basa su prove solide, come la testimonianza diretta e il ritrovamento della refurtiva. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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