Un uomo è stato condannato per violenza sessuale e lesioni personali ai danni della compagna. Il Tribunale aveva fissato l'aumento di pena per le lesioni in due mesi di reclusione. La Corte d'appello, pur riducendo la pena complessiva grazie al riconoscimento delle attenuanti prevalenti, ha innalzato arbitrariamente l'aumento per il reato satellite di lesioni da due a sei mesi, nonostante l'appello fosse stato proposto esclusivamente dall'imputato. La Corte di Cassazione ha confermato la piena colpevolezza dell'uomo per gli abusi commessi, respingendo le contestazioni sulla credibilità della persona offesa e sul diniego della minore gravità. I giudici supremi hanno tuttavia annullato parzialmente la sentenza senza rinvio: l'incremento della sanzione per il reato satellite ha violato il divieto di reformatio in peius, imponendo la rideterminazione della pena finale in tre anni, un mese e dieci giorni di reclusione.
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