Un uomo è stato condannato per diversi reati, tra cui una rapina impropria commessa in un cantiere. Dopo aver sottratto un furgone e un escavatore, il gruppo di malviventi ha usato violenza contro le forze dell'ordine per fuggire. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo di non aver partecipato al furto dell'auto usata per il colpo e ai successivi tentativi di furto di altre vetture per la fuga, poiché era rimasto ferito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la rapina impropria si configura pienamente quando la violenza serve a garantire la fuga dopo il furto. Inoltre, i tentativi di furto per scappare rientravano nel piano criminoso comune, rendendo l'imputato responsabile a titolo di concorso morale. La condanna a sei anni di reclusione è stata quindi confermata.
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