La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diversi soggetti coinvolti in un traffico illecito di oro rosso. Gli imputati raccoglievano, trasportavano e rivendevano cavi elettrici rubati a una nota società energetica nazionale. I giudici hanno chiarito che il reato di riciclaggio di rame si configura anche senza alterare fisicamente il metallo. È sufficiente qualsiasi condotta, come il mescolamento con altri materiali o l'uso di documenti contabili falsi, idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza furtiva. Per i trasportatori privi di documenti di viaggio, la Corte ha confermato il reato di ricettazione, data l'impossibilità di giustificare il possesso di matasse di cavi ad alta tensione. Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, confermando le condanne e il risarcimento del danno.
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