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Art. 617 Codice di Procedura Civile

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Titolo esecutivo fallimento: quando è valido?
Una società si opponeva a un'esecuzione forzata, sostenendo che la sentenza di condanna a suo carico fosse stata annullata da una successiva decisione d'appello che aveva dichiarato l'improcedibilità a causa del suo fallimento. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, chiarendo che il titolo esecutivo fallimento rimane valido. La declaratoria di improcedibilità dell'appello, limitata alla fase concorsuale, non sostituisce né annulla la condanna di primo grado, che torna a essere pienamente efficace e azionabile una volta che il debitore è tornato 'in bonis'.
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Notifica avvisi di addebito: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali non versati, contestando la validità della notifica degli avvisi di addebito, la prescrizione del credito e altre violazioni procedurali. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso, confermando la regolarità della procedura di notifica semplificata per gli atti amministrativi e l'assenza di prescrizione, anche in virtù di atti interruttivi e delle sospensioni per l'emergenza COVID. La sentenza chiarisce inoltre la corretta individuazione dei soggetti da citare in giudizio a seconda del vizio contestato.
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Inammissibilità appello: quando il rimedio è errato
La Corte d'Appello di Salerno ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello proposto da un debitore avverso una sentenza del Tribunale. Il caso verteva su un'opposizione a un pignoramento, basata sulla mancata notifica del precetto. La Corte ha qualificato l'azione come 'opposizione agli atti esecutivi' (art. 617 c.p.c.), la cui sentenza è impugnabile solo con ricorso per cassazione, non con appello. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha quindi determinato una declaratoria di inammissibilità, precludendo l'esame del merito della controversia.
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Opposizione all’esecuzione: motivi e limiti del debito
Una debitrice ha presentato opposizione all'esecuzione per un pignoramento dello stipendio derivante da un mutuo non pagato. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, confermando che il contratto di mutuo è un titolo esecutivo valido anche per il debito residuo dopo una prima esecuzione immobiliare. Inoltre, ha chiarito che l'onere di provare l'estinzione del debito spetta al debitore e ha definito le regole per il pignoramento dello stipendio in presenza di altre trattenute.
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Opposizione a precetto: quando contestare il debito
Un debitore ha presentato opposizione a un atto di precetto per assegni di mantenimento non versati, contestando parte della somma, l'autosufficienza della figlia e l'eccessività degli onorari legali. Il Tribunale ha respinto le eccezioni sul mantenimento, affermando che modifiche vanno richieste in un giudizio a parte, ma ha accolto l'opposizione a precetto per quanto riguarda gli onorari, riducendoli secondo le tariffe vigenti e annullando parzialmente il precetto per l'importo eccedente.
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Preavviso di iscrizione ipotecaria: termini opposizione
Una società si opponeva a un preavviso di iscrizione ipotecaria, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti e l'intervenuta prescrizione del credito. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, dichiarandola inammissibile. Secondo i giudici, i vizi di notifica delle cartelle andavano contestati con un'opposizione agli atti esecutivi entro il termine perentorio di 20 giorni dalla ricezione del preavviso, che costituisce l'atto con cui il debitore ne è venuto a conoscenza. La sentenza ha inoltre confermato che per il canone COSAP si applica la prescrizione ordinaria decennale.
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Termine lungo appello: quando decorre nel rito lavoro
La Corte d'Appello di Trieste ha dichiarato inammissibile un appello in materia di previdenza perché depositato oltre il termine lungo semestrale. La sentenza chiarisce che, nel rito del lavoro, se il giudice legge la sentenza completa di motivazioni in udienza, il termine lungo appello di sei mesi decorre da quella data, non da una successiva comunicazione della cancelleria. La presenza o meno degli avvocati alla lettura è irrilevante se vi hanno rinunciato.
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