Un creditore, in possesso di sette titoli esecutivi per piccoli crediti verso lo stesso debitore, avvia sette distinti pignoramenti invece di uno solo. La Corte di Cassazione ha definito questa condotta un abuso del processo esecutivo. Moltiplicare le procedure senza una reale necessità viola i doveri di correttezza e buona fede, aggravando inutilmente la posizione del debitore. Di conseguenza, il creditore perde il diritto al rimborso delle spese legali extra. Il giudice, infatti, può liquidare i compensi come se fosse stata intrapresa un'unica, corretta azione esecutiva. La richiesta del creditore di vedersi pagate tutte le spese è stata quindi respinta.
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