Un passeggero sprovvisto di titolo di viaggio ha aggredito il conducente di un autobus afferrandogli il polso e rischiando di far sbandare il mezzo pubblico. All'arrivo delle forze dell'ordine, l'uomo e la moglie hanno scagliato calci, morsi e testate contro gli agenti, accusandoli ingiustamente di discriminazione. I giudici di merito hanno condannato entrambi i coniugi per lesioni personali e per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale. Gli imputati hanno presentato ricorso per contestare la legittimità dell'intervento e richiedere la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure difensive, confermando la piena validità dell'operato delle forze dell'ordine e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali e della sanzione pecuniaria.
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