La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato a carico di un imputato, respingendo integralmente il suo ricorso. L'uomo contestava la ricostruzione dei fatti, la mancata concessione delle attenuanti generiche, l'applicazione della recidiva e l'intervenuta prescrizione. I giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione: la ricostruzione probatoria non può essere riesaminata in sede di legittimità, le attenuanti erano già state riconosciute, la recidiva non era mai stata contestata e i termini di prescrizione scadevano solo nel 2025. Il ricorrente deve versare le spese di giudizio e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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