La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un ex candidato politico, accusato di **reati elettorali e truffa**. L'imputato aveva promesso posti di lavoro fittizi e organizzato concorsi ingannevoli, inducendo gli elettori a votarlo e a versare denaro. La sentenza chiarisce che i reati elettorali possono essere commessi anche con raggiri, non solo con violenza, e che la truffa non è assorbita se c'è un vantaggio patrimoniale aggiuntivo. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, condannandolo al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, confermando la sua responsabilità per aver leso la libertà di voto e perpetrato frodi.
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