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Art. 615 Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 615 Codice Penale

Violazione di domicilio: quando un rudere è tutelato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di domicilio a carico di due persone entrate in un rudere. La Corte ha stabilito che un immobile fatiscente e inagibile non può essere automaticamente considerato 'privata dimora'. Per configurare il reato, è necessario dimostrare un legame stabile e attuale tra il luogo e la vita privata di una persona. A causa dell'intervenuta prescrizione, il reato è stato dichiarato estinto, ma la questione del risarcimento civile è stata rinviata a un giudice civile per una nuova valutazione.
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Violazione domicilio: chi sporge querela? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione domicilio a carico di due persone entrate in un garage per spacciare. Il garage era sotto la gestione di un curatore fallimentare, che aveva sporto querela. La Corte ha stabilito che il reato di violazione domicilio protegge un diritto strettamente personale alla privacy e non il bene in sé. Pertanto, il curatore non è legittimato a sporgere querela a meno che non dimostri che quel luogo era il suo personale domicilio, cosa che i giudici di merito non avevano accertato.
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Restituzione in termini: no se l’avvocato è in ritardo
La Corte di Cassazione ha negato la restituzione in termini a un avvocato arrivato in ritardo a un'udienza preliminare a causa di un blocco stradale. La Corte ha stabilito che il traffico non costituisce 'caso fortuito', ma un evento prevedibile che rientra nella normale diligenza professionale dell'avvocato, il quale deve pianificare il viaggio tenendo conto di possibili imprevisti.
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Accesso abusivo: la Cassazione sulla pena pecuniaria
Un ex socio e amministratore accede al sistema informatico aziendale dopo aver ceduto le quote, sottraendo dati sensibili per fini concorrenziali. La Corte di Cassazione conferma la condanna per accesso abusivo a sistema informatico, specificando che l'accesso è illecito se compiuto per finalità estranee a quelle per cui è stato autorizzato, anche in possesso di credenziali valide. Tuttavia, la sentenza annulla la quantificazione della pena pecuniaria sostitutiva, rinviando alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo basato sulle reali condizioni economiche dell'imputato, in linea con i recenti principi costituzionali.
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