La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi relativi alle misure cautelari applicate a seguito di una violenta faida familiare. Il Marito, accusato di tentato omicidio per aver sparato contro i parenti della moglie, ha invocato la legittima difesa, ma i giudici l'hanno esclusa per la sproporzione della reazione e l'assenza di un pericolo imminente. La Corte ha confermato la custodia cautelare per quasi tutti gli indagati, ritenendo concreto e attuale il pericolo di recidiva a causa dell'accesa animosità tra le famiglie, non scalfita dal tempo trascorso. Ha invece accolto parzialmente il ricorso di un giovane parente, accusato solo di violenza privata: per lui il Tribunale dovrà valutare se l'incensuratezza consenta la sospensione condizionale della pena, che vieterebbe gli arresti domiciliari.
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