Un imprenditore edile ha stipulato contratti con la Pubblica Amministrazione per lavori di manutenzione e demolizione. Invece di smaltire regolarmente tutti i rifiuti in discarica, come previsto e pagato dall'ente pubblico, l'imprenditore ha concordato preventivamente con un privato lo sversamento illecito di parte del materiale su un terreno non autorizzato. Questo comportamento gli ha permesso di risparmiare sui costi di smaltimento, realizzando un profitto illecito a danno dello Stato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imprenditore, confermando la condanna per il reato di truffa aggravata. La Corte ha chiarito che l'accordo preventivo per lo smaltimento illecito, parallelo alla stipula del contratto pubblico, dimostra l'intento fraudolento originario volto a ottenere un pagamento per prestazioni non eseguite.
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