La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro la decisione della Corte di Appello di Genova che aveva applicato la disciplina del reato continuato a favore di un imputato. I giudici di secondo grado avevano unito un'accusa per detenzione di stupefacenti derubricata a fatto di lieve entità con precedenti condanne irrevocabili. Tuttavia, la Corte di Appello ha erroneamente considerato come delitto principale quello appena derubricato, a cui era stata inflitta una pena più bassa, anziché la condanna passata in giudicato punita più severamente. Inoltre, la pena finale complessiva era risultata persino inferiore a quella già stabilita in precedenza, violando anche i limiti minimi di aumento imposti dalla recidiva qualificata. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, disponendo un nuovo giudizio per correggere l'errato calcolo della pena.
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