Il caso riguarda un detenuto che si è allontanato arbitrariamente dal proprio domicilio per due giorni consecutivi, violando gli orari e i giorni autorizzati dal giudice. L'imputato ha cercato di giustificarsi adducendo una presunta notizia di scarcerazione e una visita alla guardia medica, circostanze smentite dalle riprese delle telecamere analizzate dai Carabinieri. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del detenuto, confermando la condanna per il reato di evasione. I giudici hanno ritenuto pienamente provato il dolo, ossia la volontà cosciente di evadere, desumendolo dalla condotta e dalle false giustificazioni fornite. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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