La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato a dodici anni di reclusione per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Il ricorrente contestava la sua partecipazione al sodalizio criminoso, sostenendo di aver compiuto solo pochi episodi occasionali per uso personale. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che l'uomo svolgeva compiti stabili e continuativi, come fare da vedetta, consegnare la droga prelevata dai nascondigli e riscuotere il denaro, per un totale di ottantuno episodi di spaccio. La Cassazione ha confermato che la condotta di partecipazione si configura quando vi è un approvvigionamento costante e un vincolo durevole con il gruppo, respingendo le tesi difensive perché generiche. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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