La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35053 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per reato associativo di stampo mafioso e traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che la reiterata commissione di delitti, come lo spaccio, può costituire grave indizio di partecipazione all'associazione, specialmente se le condotte rivelano un ruolo specifico e funzionale all'interno del gruppo criminale. Il ricorso è stato respinto perché ritenuto generico e volto a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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