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Art. 603 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 603 Codice di Procedura Penale

Confisca per lottizzazione abusiva: sì dopo prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per lottizzazione abusiva di terreni e immobili anche a seguito della dichiarazione di estinzione del reato per intervenuta prescrizione. La decisione si fonda sul principio che la misura ablatoria può essere mantenuta se il giudice ha accertato gli elementi oggettivi e soggettivi del reato sulla base di prove acquisite prima del maturare della prescrizione stessa, ripristinando così l'ordine urbanistico violato.
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Attendibilità persona offesa: la conferma della condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per il reato di violenza sessuale. Il ricorso dell'imputato, basato principalmente sulla presunta inattendibilità della persona offesa e sulla richiesta di attenuanti, è stato respinto. La Corte ha ribadito che, in caso di "doppia conforme", le sentenze di primo e secondo grado costituiscono un unico corpo motivazionale. L'attendibilità della persona offesa è stata confermata da riscontri oggettivi e dalla coerenza del racconto, rendendo irrilevanti le piccole contraddizioni e la testimonianza della difesa, giudicata inattendibile.
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Disobbedienza militare: ordine mascherina legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per disobbedienza militare a carico di un soldato che si era rifiutato di indossare la mascherina, come ordinato da un superiore. La Corte ha stabilito che l'ordine era legittimo, in quanto rientrava nei poteri del comandante per garantire la salute e la sicurezza durante le operazioni di servizio, anche se basato su una raccomandazione sanitaria e non su un obbligo di legge. Le convinzioni personali del militare sull'inutilità del dispositivo non costituiscono una giustificazione per la disobbedienza militare. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta e le sue conseguenze sul servizio.
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Concorso in rapina impropria: il ruolo del complice
Un soggetto viene condannato per concorso in rapina impropria. Sebbene non avesse materialmente sottratto il ciclomotore, aveva minacciato la vittima per consentire la fuga al complice. La Cassazione, con la sentenza n. 29566/2025, rigetta il ricorso, affermando che il contributo morale, come la minaccia per assicurare il possesso del bene rubato, è sufficiente a configurare il concorso di persone nel reato, anche senza una partecipazione diretta alla sottrazione.
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