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Art. 603-bis Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 603-bis Codice Penale

Caporalato: Sequestro valido anche con motivazione ‘per relationem’
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore indagato per **caporalato e sequestro probatorio**. L'indagine riguardava l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. L'indagato contestava la mancanza di motivazione nel decreto di sequestro e l'assenza del 'fumus del reato'. La Suprema Corte ha ribadito che il Tribunale del Riesame deve verificare solo l'astratta configurabilità del reato, non il merito dell'accusa. Ha inoltre confermato la legittimità della motivazione 'per relationem' e la natura non esplorativa del sequestro. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: condanna confermata
Due imputati, condannati per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, presentano un ricorso straordinario per errore di fatto. Sostengono che l'assoluzione dai singoli reati di sfruttamento avrebbe dovuto far cadere automaticamente anche l'accusa di associazione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il ricorso straordinario per errore di fatto può correggere solo sviste materiali o percettive evidenti, non valutazioni giuridiche o interpretazioni di norme. Inoltre, la condanna per reato associativo può sussistere autonomamente, anche in assenza di condanne per i singoli reati fine. I ricorrenti perdono la causa e sono condannati a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Competenza territoriale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro una decisione sulla competenza territoriale in un procedimento per l'applicazione della misura di prevenzione dell'amministrazione giudiziaria. La sentenza chiarisce che i provvedimenti che declinano la competenza non sono appellabili, ma possono solo dar luogo a un conflitto di competenza. La questione era sorta dalla proposta di amministrazione giudiziaria nei confronti di una nota società del settore moda, accusata di aver agevolato lo sfruttamento di lavoratori presso aziende fornitrici.
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