LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 602 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 602 Codice di Procedura Civile

Omologa accordo sovraindebitamento: donazione ai figli blocca il piano
La Cassazione ha negato l'omologa di un accordo di sovraindebitamento a un debitore che aveva donato un immobile alle figlie prima di avviare la procedura. Il tribunale ha stabilito un principio cruciale: l'omologa accordo sovraindebitamento non è ammissibile se danneggia un creditore ipotecario. Il piano deve garantire al creditore una somma non inferiore a quella che otterrebbe dalla vendita forzata del bene, anche se questo è stato trasferito a terzi. Il pregiudizio oggettivo per il creditore prevale, rendendo irrilevante la discussione sulla natura fraudolenta della donazione. Il debitore ha perso la causa.
Continua »
Azione revocatoria: guida a responsabilità e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per aver distratto fondi da una società, poi fallita, e aver trasferito il proprio patrimonio immobiliare ai familiari. L'ordinanza conferma che l'azione revocatoria può essere esperita anche per un credito litigioso e che il vincolo di parentela è un forte indizio della consapevolezza del pregiudizio arrecato ai creditori. I motivi di ricorso sono stati respinti perché miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Terzo datore di ipoteca: no al passivo fallimentare
Una società finanziaria, creditrice garantita da ipoteca su un bene di un'azienda fallita per un debito di un terzo, si è vista negare l'ammissione al passivo. La Corte di Cassazione, confermando un orientamento delle Sezioni Unite, ha stabilito che il creditore del terzo datore di ipoteca non può usare la procedura di verificazione del passivo, ma deve intervenire in fase di ripartizione del ricavato dalla vendita del bene per far valere la sua garanzia reale.
Continua »
Termine ricorso fallimentare: la PEC fa decorrere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente comunale contro un decreto del tribunale fallimentare. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, chiarendo che il termine ricorso fallimentare di 60 giorni decorre dalla comunicazione integrale del provvedimento a mezzo Posta Elettronica Certificata (PEC), essendo irrilevante la mancanza di un'attestazione di conformità. Il provvedimento impugnato, inoltre, è stato ritenuto non definitivo.
Continua »
Azione revocatoria fallimentare: la prova della scientia
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una vendita immobiliare stipulata poco prima del fallimento della società costruttrice. L'ordinanza si concentra sulla prova della consapevolezza (scientia decoctionis) degli acquirenti dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha stabilito che tale consapevolezza può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il notevole ritardo nella stipula del rogito, il coinvolgimento di legali e le proteste collettive di altri promissari acquirenti. La decisione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare è esperibile anche in presenza di un mutuo fondiario e comporta per l'acquirente l'obbligo di restituire l'immobile e i frutti civili maturati dalla data della domanda giudiziale.
Continua »
Credito garantito da terzo: no al passivo fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26557/2024, ha stabilito che il titolare di un credito garantito da terzo tramite ipoteca su un bene poi confluito in un fallimento, non può utilizzare la procedura di verificazione del passivo. La Corte ha chiarito che tale creditore non è un diretto creditore del fallito e deve, invece, intervenire nella fase di ripartizione del ricavato dalla vendita del bene per far valere la propria garanzia reale.
Continua »
Opponibilità decreto ingiuntivo: la Cassazione decide
Un istituto di credito ha agito per far valere un'ipoteca nel fallimento di una società terza acquirente di un immobile. L'ipoteca era basata su un decreto ingiuntivo emesso contro il debitore originario. Il tribunale di merito aveva respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo l'opponibilità del decreto ingiuntivo poiché questo era divenuto definitivo, a seguito di estinzione del giudizio di opposizione, prima della dichiarazione di fallimento del terzo acquirente.
Continua »
Azione revocatoria credito litigioso: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato che un creditore può esercitare l'azione revocatoria anche se il suo credito è ancora oggetto di una causa in corso (credito litigioso). Il caso riguardava un fallimento che ha agito contro la vendita di un immobile effettuata da un suo debitore (a sua volta debitore per oltre 1,6 milioni di euro in un altro giudizio) a una società da lui stesso rappresentata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società acquirente, ribadendo che la funzione cautelare dell'azione revocatoria giustifica il suo utilizzo anche per crediti non definitivi, e ha confermato la responsabilità della società acquirente per aver successivamente rivenduto l'immobile a terzi, rendendone impossibile il recupero.
Continua »
Confessione complessa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8768/2024, interviene su un caso di revocatoria fallimentare per chiarire i requisiti della contestazione in una confessione complessa. La curatela di una società fallita aveva agito contro i familiari del socio per revocare la cessione di un'azienda e di alcuni immobili. Il punto cruciale è stata la dichiarazione della figlia, che, pur ammettendo di non avere mezzi propri per l'acquisto, aveva aggiunto di aver ricevuto il denaro dalla nonna. La Corte ha stabilito che, per privare di piena prova una confessione complessa, la controparte deve contestare i fatti aggiunti in modo espresso e diretto, non essendo sufficiente la mera insistenza sulla domanda iniziale.
Continua »
Credito ipotecario scissione: scelta del creditore
Una banca con un credito ipotecario su beni trasferiti tramite scissione societaria a un'altra società, poi fallita, si è vista negare la partecipazione al riparto. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore ha la facoltà di scegliere se insinuarsi al passivo per il debito solidale o intervenire per far valere unicamente il proprio diritto sul bene ipotecato.
Continua »
Legittimazione debitore sovraindebitato: No al ricorso
Un debitore in una procedura di liquidazione del patrimonio ha impugnato lo stato passivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, negando la legittimazione debitore sovraindebitato a contestare l'elenco dei crediti. La Corte ha stabilito che, analogamente al fallimento, il liquidatore rappresenta la massa dei creditori e non il debitore, il quale perde il diritto di agire in questa fase.
Continua »
Terzo datore di ipoteca: diritti nel fallimento
Una società creditrice si è vista negare il diritto di partecipare alla ripartizione dei proventi dalla vendita di un immobile ipotecato, di proprietà di un terzo datore di ipoteca fallito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il creditore non è tenuto a presentare domanda di insinuazione al passivo nel fallimento del terzo garante. Può invece intervenire direttamente nella fase di ripartizione dell'attivo per soddisfare il proprio credito, in virtù del principio di "responsabilità senza debito" che caratterizza la figura del terzo datore di ipoteca.
Continua »