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Art. 6 della legge n. 130 del 2022

Presunzione utili soci: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una S.r.l., confermando la legittimità degli avvisi di accertamento per maggiori IRPEF. L'ordinanza ribadisce la validità della presunzione utili soci, secondo cui i maggiori ricavi accertati in capo a una società a ristretta base sociale si presumono distribuiti ai soci. Spetta a questi ultimi fornire la prova contraria.
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Operazioni inesistenti: onere della prova per l’IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10823/2024, ha rigettato il ricorso di una società, confermando l'indetraibilità dell'IVA per operazioni inesistenti sul piano soggettivo. La Corte ha ribadito che spetta all'Amministrazione Finanziaria provare, anche tramite presunzioni, che il contribuente fosse o dovesse essere a conoscenza della frode. Una volta fornita tale prova, basata su indizi gravi, precisi e concordanti, l'onere si sposta sul contribuente, che deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. La presenza di numerosi 'campanelli d'allarme' relativi al fornitore è stata ritenuta sufficiente a fondare la pretesa dell'erario.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su diverse cartelle esattoriali, contestando vizi di notifica. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di rinunciare all'azione. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti. La parola chiave è rinuncia al ricorso.
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Utili a soci: la prova contro la presunzione
In un caso di accertamento fiscale per presunta distribuzione di utili a soci in una S.r.l. con un unico azionista, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili può essere superata se il socio fornisce prove concrete della sua totale estraneità alla gestione sociale. I giudici di secondo grado avevano errato nel non esaminare le prove decisive presentate dal contribuente, come i conti correnti e le dichiarazioni che indicavano un'altra persona come effettivo gestore e beneficiario dei profitti.
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Presunzione utili soci: la prova contraria del socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18777/2024, affronta il tema della presunzione utili soci in società a ristretta base sociale. Un socio unico, residente all'estero e non coinvolto nella gestione, era stato raggiunto da un avviso di accertamento per utili non dichiarati. La Corte ha stabilito che la presunzione di distribuzione può essere vinta fornendo la prova della propria totale estraneità alla gestione sociale, cassando la sentenza di merito che aveva omesso di valutare le prove fornite dal contribuente (estratti conto, dichiarazione del padre amministratore).
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Operazioni inesistenti: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30028/2025, ha rigettato il ricorso di una società del settore abbigliamento, confermando gli avvisi di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito che l'Amministrazione finanziaria può provare la fittizietà delle operazioni tramite presunzioni semplici, e spetta poi al contribuente fornire la prova contraria dell'effettività delle transazioni, non essendo sufficiente la sola esibizione delle fatture. È stato inoltre chiarito che l'avviso di accertamento è validamente motivato anche se non allega atti esterni, purché contenga elementi sufficienti a far comprendere le ragioni della pretesa.
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Operazioni inesistenti: Cassazione nega detrazione IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva la detrazione dell'IVA per fatture relative a operazioni inesistenti. L'ordinanza conferma che l'imposta su transazioni fittizie non è mai detraibile. La Corte ha inoltre sanzionato la società per abuso del processo, avendo insistito in un ricorso palesemente infondato, condannandola al pagamento di ulteriori somme a titolo di responsabilità aggravata.
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Accertamento sintetico: la prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2746/2024, si è pronunciata su un caso di accertamento sintetico basato sul redditometro per gli anni 2007-2008. La Corte ha stabilito che per superare la presunzione di maggior reddito, il contribuente non solo deve dimostrare di possedere ulteriori disponibilità economiche, ma deve anche provare che tali somme siano state effettivamente utilizzate per coprire le spese contestate. È stata inoltre confermata l'applicazione della normativa vigente all'epoca dei fatti (ratione temporis), che permette di ripartire la spesa per un incremento patrimoniale sull'anno in cui è avvenuta e sui quattro precedenti.
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Dazi doganali royalties: onere della prova e rimborso
Una società ha richiesto il rimborso dei dazi doganali pagati sulle royalties, sostenendo che non fossero una 'condizione della vendita'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in un'azione di rimborso l'onere della prova spetta al contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare, per ogni singola operazione di importazione, l'insussistenza dei presupposti per la daziabilità delle royalties. La Corte ha inoltre chiarito che una precedente sentenza favorevole, relativa a diverse operazioni, non costituisce un precedente vincolante (giudicato esterno).
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