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Art. 6, d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

Imposta di registro sul concordato: scontro tra fisco e imprese
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società in liquidazione contro l'Agenzia delle Entrate riguardante l'applicazione dell'imposta di registro sulla sentenza di omologazione di un concordato preventivo con garanzia. L'ufficio tributario pretendeva l'imposta proporzionale del 3%, mentre la società riteneva applicabile l'imposta in misura fissa. Rilevando una possibile disparità di trattamento fiscale tra garanzie giudiziali e negoziali, i giudici hanno deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio, ma di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento della questione di diritto.
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Rimborso caparra: sì alla restituzione dell’imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27093/2024, ha stabilito il diritto al rimborso dell'imposta di registro proporzionale versata sulla caparra confirmatoria, in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Secondo la Corte, tale imposta è un'anticipazione della tassazione dovuta per l'atto definitivo. Se quest'ultimo non si realizza, come nel caso di risoluzione consensuale con restituzione della caparra, viene meno il presupposto impositivo, e il contribuente ha diritto al rimborso.
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Tassazione per enunciazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando che la tassazione per enunciazione si applica a un contratto di prestazione d'opera menzionato in un decreto ingiuntivo. Secondo la Corte, la semplice menzione di un atto non registrato in un atto soggetto a registrazione è sufficiente a far scattare l'obbligo di versare l'imposta di registro, anche per atti tassabili solo in caso d'uso, senza che si configuri una doppia imposizione.
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Tassazione per enunciazione: il caso del contratto
Una società ha ricevuto un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su un contratto di prestazione d'opera, menzionato in un decreto ingiuntivo ottenuto dalla stessa. La società ha impugnato l'atto, sostenendo che il contratto non fosse soggetto a tassazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice menzione (enunciazione) di un atto non registrato all'interno di un atto giudiziario registrato è condizione sufficiente per sottoporre a tassazione anche l'atto enunciato. Questo principio di tassazione per enunciazione si applica indipendentemente dal fatto che l'atto originariamente fosse soggetto a registrazione solo in caso d'uso.
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Mutuo dissenso: tassa fissa o proporzionale? La Cass.
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tassazione di un atto di mutuo dissenso relativo a una compravendita immobiliare. Un professionista aveva applicato l'imposta di registro fissa, basandosi su una precedente comunicazione dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha chiarito che tale atto è soggetto a imposta proporzionale, in quanto determina un nuovo trasferimento di ricchezza. La comunicazione dell'ufficio fiscale non è stata ritenuta un interpello vincolante, ma una mera prassi locale che non può derogare alla legge. Di conseguenza, la decisione del giudice di merito, che aveva annullato l'avviso di liquidazione basandosi sul legittimo affidamento, è stata cassata.
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