LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 6, comma 1, del d.lgs. n. 156 del 2015

Interpello disapplicativo: quando impugnarlo è inutile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32885/2025, ha chiarito un importante principio processuale in materia tributaria. Se un contribuente impugna il diniego di un interpello disapplicativo per società di comodo, ma successivamente riceve l'avviso di accertamento per lo stesso periodo d'imposta, il primo ricorso diventa inammissibile. L'interesse ad agire si concentra interamente sull'impugnazione dell'avviso di accertamento, che assorbe la questione precedente. La Corte ha inoltre annullato la decisione di merito per motivazione apparente, non avendo il giudice spiegato perché le prove fornite dalla società fossero insufficienti.
Continua »
Società di comodo: impugnabile il diniego all’interpello
Una società immobiliare, classificata come 'società di comodo' a causa di bassi ricavi, ha contestato il rifiuto dell'autorità fiscale di disapplicare questo regime. La società ha sostenuto l'impossibilità oggettiva di generare reddito. La Corte di Cassazione ha confermato che il rifiuto a un'istanza di interpello è un atto impugnabile e ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'autorità fiscale nel merito, poiché costituiva una richiesta di rivalutazione di fatti già decisi dai tribunali di grado inferiore.
Continua »
Società di comodo: crisi e prova contraria
La Cassazione chiarisce che per superare la presunzione di essere una società di comodo non basta un generico richiamo alla crisi economica. È necessario fornire prove specifiche sulle condizioni del mercato locale. La Corte ha accolto il ricorso di una società, cassando la sentenza d'appello che aveva ignorato tali prove, e ha stabilito che il diniego di disapplicazione delle norme antielusive è un atto autonomamente impugnabile.
Continua »
Diniego interpello disapplicativo: quando è impugnabile
Una società ha ricevuto un diniego interpello disapplicativo per disapplicare la normativa sulle società non operative. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il provvedimento di diniego è un atto autonomamente impugnabile, in quanto manifesta una pretesa tributaria definita. Il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria è stato rigettato.
Continua »
Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
Una società si è vista negare la richiesta di disapplicazione di norme antielusive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il diniego dell'Agenzia delle Entrate a un interpello disapplicativo è un atto immediatamente impugnabile. Secondo la Corte, sebbene non elencato esplicitamente dalla legge, tale atto concretizza una pretesa tributaria definita, legittimando l'interesse del contribuente a una tutela giurisdizionale immediata. La sentenza di grado inferiore, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Interpello disapplicativo: impugnabile il diniego
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'immediata impugnabilità del provvedimento di diniego a un'istanza di interpello disapplicativo. Il caso riguardava una società che non poteva operare a causa di gravi fattori esterni, come il fallimento della società venditrice di un immobile necessario all'attività. La Corte ha stabilito che tale diniego, pur non essendo nell'elenco degli atti tipici, manifesta una pretesa fiscale definita e lesiva, garantendo al contribuente il diritto alla tutela giurisdizionale. La decisione è rafforzata dal richiamo ai principi del diritto UE, che ritengono incompatibile la normativa italiana sulle società di comodo con la direttiva IVA.
Continua »