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Art. 6 Codice di Procedura Civile

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Recesso contratto di somministrazione: il preavviso
Un fornitore recede da un rapporto commerciale durato oltre dieci anni con un preavviso di pochi giorni. La Corte d'Appello conferma che si tratta di un contratto di somministrazione e che il preavviso era inadeguato. Tuttavia, riforma la sentenza di primo grado riducendo drasticamente l'importo del risarcimento danni, precisando che questo deve essere calcolato sul mancato utile (al netto di costi e imposte) e non sul semplice calo di fatturato.
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Lettera d’intenti: vincolante per terzi? Analisi
In una complessa vicenda su un progetto energetico, il Tribunale ha stabilito che una lettera d'intenti non è vincolante per una società creata appositamente per realizzare il progetto, ma che non l'ha mai sottoscritta. La sentenza ha inoltre dichiarato risolto un contratto di superficie collegato, applicando il principio di 'presupposizione', poiché lo scopo originario (il funzionamento dell'impianto) era venuto meno. Infine, ha regolato le pretese economiche incrociate tra le parti.
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Compenso professionale avvocato: quando è dovuto?
Un cliente si opponeva al pagamento del compenso professionale di un avvocato, lamentando la mancanza di un preventivo scritto. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, chiarendo che il diritto al compenso professionale dell'avvocato sorge dal mandato e dall'effettiva prestazione svolta. In assenza di un accordo, il compenso viene determinato secondo i parametri ministeriali. La mancata presentazione del preventivo non esclude il diritto al pagamento, ma può comportare altre conseguenze per il professionista.
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Gravi difetti appalto: la responsabilità decennale
Il Tribunale di Milano condanna un'impresa edile per gravi difetti appalto emersi anni dopo la ristrutturazione. La sentenza chiarisce la differenza tra appalto e contratto d'opera, applicando la garanzia decennale ex art. 1669 c.c. e accogliendo la richiesta di risarcimento del committente basata sulla perizia tecnica.
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Responsabilità Ente: caduta per gasolio e risarcimento
Un motociclista cita in giudizio un Comune per i danni subiti a causa di una caduta provocata da una macchia di gasolio sulla strada. Il Tribunale riconosce la responsabilità dell'Ente come custode della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c., ma la limita al 50% a causa del concorso di colpa del motociclista, che avrebbe dovuto notare la macchia. La richiesta di manleva del Comune verso la propria assicurazione viene respinta poiché il danno liquidato è inferiore alla franchigia di polizza.
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Abuso dipendenza economica: recesso contrattuale lecito
Una società di servizi ha citato in giudizio un importante cliente per l'interruzione di tre contratti di fornitura, sostenendo un abuso di dipendenza economica. Il Tribunale ha respinto le domande, stabilendo che la società attrice non ha fornito prove sufficienti della sua dipendenza, essendo un'impresa in espansione con una clientela diversificata. Il recesso è stato considerato un legittimo esercizio di un diritto previsto contrattualmente e non un abuso.
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Donazione indiretta immobile: quando non c’è rimborso
Un ex marito ha richiesto la restituzione delle somme versate per l'acquisto di un immobile intestato esclusivamente alla moglie. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, qualificando l'operazione come una donazione indiretta. Secondo i giudici, l'intenzione di proteggere il bene da eventuali creditori costituisce un mero motivo personale che non altera la causa di liberalità dell'atto. Di conseguenza, in assenza di un patto fiduciario e della prova di una mancanza di 'animus donandi', il pagamento è considerato un regalo e non può essere restituito.
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Opposizione decreto ingiuntivo: quando è rigettata
Una società cliente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento di prestazioni professionali, eccependo la nullità del contratto e l'inadempimento del consulente. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, confermando la validità del contratto e la fondatezza del credito. A causa di un pagamento parziale avvenuto durante la causa, il decreto è stato revocato e sostituito da una sentenza di condanna per l'importo residuo, con addebito di tutte le spese legali al cliente.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: l’onere della prova
Il Tribunale di Venezia ha rigettato una opposizione a decreto ingiuntivo presentata da un'impresa edile contro una società di noleggio autogru. L'opposizione, basata su un presunto guasto di un mezzo, è stata respinta per la genericità delle contestazioni e, soprattutto, per la totale assenza di prove. La sentenza sottolinea come l'opponente, a seguito della Riforma Cartabia, sia decaduto dalla possibilità di formulare istanze istruttorie per non aver rispettato i nuovi termini processuali, confermando così il pagamento richiesto.
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