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Art. 6 Codice Civile

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Preavviso: indennità dovuta nel cambio appalto
La Corte di Cassazione ha confermato che l'indennità sostitutiva del preavviso è dovuta al lavoratore licenziato a seguito di un cambio appalto, anche se viene immediatamente riassunto dalla nuova azienda. La Corte ha chiarito che la risoluzione del rapporto è un licenziamento unilaterale e non un accordo consensuale. Il fatto che il contratto collettivo preveda un preavviso ridotto per questa specifica ipotesi conferma che il diritto non viene meno, ma è solo diversamente modulato.
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Mansioni superiori autista: la Cassazione decide
Un autista soccorritore ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare del suo ex datore di lavoro per differenze retributive, sostenendo un inquadramento errato e lo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di riqualificazione automatica, ma ha accolto il ricorso riguardo le mansioni superiori. Ha stabilito che il tribunale di merito ha errato non eseguendo il corretto 'giudizio trifasico', ovvero un'analisi dettagliata e comparativa delle attività effettivamente svolte dal lavoratore rispetto a quelle previste dai contratti collettivi per i diversi livelli. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Mansioni superiori: diritto a paga e inquadramento
Un autista soccorritore ha richiesto il pagamento di differenze retributive per aver svolto mansioni superiori rispetto al suo inquadramento formale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 154/2024, ha accolto parzialmente il ricorso. Ha stabilito che, sebbene non sussista un diritto automatico a un inquadramento superiore, il lavoratore ha diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni di fatto svolte. La Corte ha cassato la decisione del tribunale per non aver effettuato il 'giudizio trifasico', ovvero un'analisi dettagliata e comparativa tra i compiti effettivamente svolti e le declaratorie contrattuali, e ha rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'insegnante per una procedura di mobilità. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la ricorrente ha ottenuto il trasferimento desiderato durante il processo, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Clausola sociale: diritto all’assunzione garantito
La Cassazione conferma il diritto all'assunzione dei lavoratori in caso di cambio appalto, basato sulla clausola sociale prevista dal CCNL. La Corte ha stabilito che tale clausola è direttamente applicabile e crea un diritto soggettivo per i dipendenti, rigettando sia il ricorso dell'azienda subentrante sia quello dei lavoratori che chiedevano emolumenti non richiesti in primo grado.
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Progressione economica: anno finito e data assunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la progressione economica dei dipendenti pubblici. Analizzando il caso di un ricercatore, ha chiarito che l'anzianità necessaria per il passaggio alle fasce stipendiali superiori (il cosiddetto 'anno finito') si matura alla data anniversaria dell'assunzione e non al 31 dicembre di ogni anno. Questa interpretazione previene disparità di trattamento e garantisce che l'avanzamento di carriera sia legato all'effettiva anzianità di servizio individuale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva avallato un'interpretazione penalizzante per il lavoratore.
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Clausola Sociale Appalti: Chi Prova il Diritto?
Un lavoratore si è visto negare l'assunzione da parte della società subentrante in un cambio appalto. La Cassazione ha confermato che, in base alla clausola sociale appalti, spetta al lavoratore l'onere di provare di possedere i requisiti previsti dal contratto collettivo, come l'impiego stabile nel cantiere specifico. Il caso non è assimilabile a un licenziamento, ma a una richiesta di assunzione ex novo.
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Cessione d’azienda: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società editrice contro la sentenza che la condannava a risarcire una giornalista esclusa dal trasferimento del personale in una cessione d'azienda. L'inammissibilità deriva da vizi procedurali del ricorso, tra cui il formarsi di un giudicato implicito su una delle questioni e la mancata contestazione della reale motivazione della sentenza impugnata.
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