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Art. 590 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 590 Codice di Procedura Penale

Guida in stato di ebbrezza: etilometro valido e ricorso respinto
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità del fascicolo processuale, la validità dell'omologazione dell'etilometro, la presenza di errori risalenti a vecchie revisioni e la mancata valutazione della curva di Widmark. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'eventuale mancata trasmissione di atti di primo grado è una nullità sanata se non eccepita prima dell'appello. Inoltre, quando l'alcoltest è omologato e regolarmente revisionato prima del controllo, la misurazione è presunta corretta e spetta all'automobilista provare un concreto malfunzionamento al momento del fatto.
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Recidiva Reiterata Annullata: Soldi da Lavoro, non da Spaccio
Un uomo viene condannato per detenzione e spaccio di droga, con l'aggravante della recidiva reiterata. La condanna si basava anche sul ritrovamento di 170 euro, che l'imputato aveva giustificato come guadagni lavorativi. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. I giudici hanno ritenuto illogica la motivazione sulla provenienza del denaro, non potendo invertire l'onere della prova. Soprattutto, hanno cancellato l'aggravante della recidiva reiterata, stabilendo che i precedenti penali non potevano essere considerati: uno era un reato estinto dopo un patteggiamento, l'altro era stato depenalizzato. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo processo sulla presunta cessione e per ricalcolare la pena.
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Omicidio stradale: annullata condanna per vizio motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per **omicidio stradale** a carico del conducente di un autoarticolato. Il sinistro era avvenuto durante una manovra di retromarcia che aveva occupato la corsia opposta, dove sopraggiungeva un'auto a velocità superiore al limite e con il conducente in stato di ebbrezza. La Suprema Corte ha rilevato che la sentenza d'appello era viziata da una motivazione carente e apodittica, non avendo analizzato correttamente la dinamica dell'incidente né risposto alle deduzioni difensive sulla causalità della colpa e sul comportamento alternativo lecito delle parti coinvolte.
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