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Art. 59 D.Lgs. n. 159 del 2011

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Crediti da lavoro e confisca: quando sono esclusi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23464/2024, ha confermato l'esclusione di alcuni crediti da lavoro dallo stato passivo di una società confiscata. I richiedenti, che erano sia dipendenti sia soci con legami di parentela con i proposti, sono stati ritenuti privi di buona fede, in quanto il loro rapporto di lavoro è stato considerato 'formale' e strumentale al recupero di beni vincolati.
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Buona fede creditore: annullata confisca per NPL
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che negava l'ammissione al passivo di un credito vantato da una società cessionaria (NPL) su beni confiscati a un soggetto legato alla criminalità organizzata. Al centro della decisione vi è la valutazione della buona fede del creditore, sia originario che cessionario. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale carente e contraddittoria, in particolare riguardo agli indici utilizzati per escludere la buona fede della banca mutuante e del successivo acquirente del credito, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Credito procedura di prevenzione: la prova rafforzata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19468/2025, ha stabilito che in una procedura di prevenzione, il creditore di una società confiscata deve fornire una prova rigorosa del suo diritto. In particolare, il credito procedura di prevenzione deve basarsi su un atto con data certa anteriore al sequestro. Le semplici annotazioni contabili, anche se presenti nei bilanci approvati dall'amministratore giudiziario, non sono considerate sufficienti a vincere la terzietà dell'amministrazione e a dimostrare l'esistenza del credito.
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Notifica all’Avvocatura: decisiva per i beni confiscati
La Corte di Cassazione annulla un decreto che ammetteva un credito su beni confiscati. La ragione risiede nella mancata notifica all'Avvocatura dello Stato, legale rappresentante dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati. Secondo la Corte, una semplice comunicazione informale all'Agenzia da parte del creditore non è sufficiente a far decorrere i termini per l'impugnazione, poiché viola il diritto di difesa e determina la nullità assoluta del procedimento.
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