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Art. 588 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 588 Codice Penale

Sciopero e sospensione della prescrizione: condannati i tifosi
Un gruppo di tifosi, condannati per rissa e lancio di oggetti durante una partita di calcio, ha presentato ricorso in Cassazione. Gli imputati lamentavano l'illegittima sospensione della prescrizione durante un rinvio d'udienza dovuto allo sciopero dei loro difensori, sostenendo che il rinvio fosse in realtà causato da un difetto di notifica a una persona offesa. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che l'adesione dei difensori all'astensione dalle udienze determina automaticamente la sospensione della prescrizione, prevalendo su qualsiasi altra causa di rinvio. Inoltre, i fotogrammi usati per identificare i tifosi sono stati ritenuti prove legittime. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Daspo con obbligo di presentazione: legittimo anche senza violenza
Un tifoso ha ricevuto un Daspo con obbligo di presentazione per otto anni per aver partecipato a un corteo non autorizzato prima di una partita, brandendo un'asta di plastica. Nonostante non avesse commesso violenze dirette, la Corte di Cassazione ha confermato la misura. I giudici hanno ritenuto che la sua partecipazione attiva al corteo provocatorio e i suoi precedenti penali per rissa dimostrassero una concreta e attuale pericolosità sociale. La sentenza stabilisce che per l'applicazione del Daspo non è necessario un atto violento individuale, ma è sufficiente prendere parte a un'azione di gruppo idonea a creare pericoli per l'ordine pubblico.
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Daspo e prove: ferite non bastano per la convalida
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di daspo con obbligo di firma nei confronti di un tifoso. La Corte ha stabilito che il solo fatto di essere stato trovato ferito dopo degli scontri non costituisce una prova sufficiente della sua partecipazione attiva alla rissa, poiché potrebbe essere stato semplicemente una vittima. Di conseguenza, la motivazione del Giudice per le Indagini Preliminari che aveva convalidato la misura è stata ritenuta inadeguata, in quanto non ha ricostruito in modo compiuto il ruolo effettivo del soggetto.
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Obbligo di presentazione: D.A.SPO. e recidiva
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un GIP che aveva negato la convalida di un D.A.SPO. con obbligo di presentazione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito aveva erroneamente ignorato prove decisive fornite dalla polizia che identificavano un tifoso durante scontri. Inoltre, ha ribadito che l'obbligo di presentazione è una misura automatica e obbligatoria per chi è già stato destinatario di un D.A.SPO. in passato.
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Obbligo di presentazione: nullo se il GIP non motiva
Un individuo, destinatario di un D.A.Spo. con obbligo di presentazione per aver partecipato a una commemorazione, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di convalida del GIP. La Corte Suprema annulla la convalida perché il giudice ha utilizzato un modulo prestampato, ignorando completamente le memorie difensive. Questa omissione costituisce una grave violazione del diritto di difesa, rendendo l'obbligo di presentazione, che limita la libertà personale, immediatamente inefficace.
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Convalida DASPO: i termini per PM e GIP spiegati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di firma. Il ricorrente lamentava il ritardo del Pubblico Ministero nella richiesta di convalida DASPO. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: l'unico termine perentorio, la cui violazione rende inefficace la misura, è quello complessivo di 96 ore dalla notifica entro cui deve intervenire la convalida del Giudice. Il termine di 48 ore per la richiesta del PM, invece, non è sanzionato con l'inefficacia.
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DASPO per furto in autogrill: quando è legittimo?
Un tifoso, di ritorno da una trasferta, commette un furto in un'area di servizio autostradale insieme ad altri sostenitori. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del DASPO emesso nei suoi confronti, stabilendo che il reato, seppur apparentemente minore e non violento, era direttamente collegato alla manifestazione sportiva. La decisione chiarisce che il contesto di gruppo e l'azione collettiva creano quel nesso causale sufficiente a giustificare la misura di prevenzione, anche per fatti avvenuti lontano dallo stadio.
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DASPO e obbligo di firma: quando è legittimo?
Un tifoso, destinatario di un provvedimento di DASPO della durata di cinque anni con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e procedurali. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità della misura. Secondo i giudici, la comprovata pericolosità del soggetto, desunta anche da precedenti specifici, giustifica l'applicazione del DASPO e dell'obbligo di firma anche per le partite amichevoli. La Corte ha inoltre chiarito che la partecipazione a una rissa, attestata dalle forze dell'ordine, è una condotta sufficiente per l'adozione del provvedimento, anche senza una descrizione dettagliata del singolo comportamento violento.
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