LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 58-ter Ord. pen.

Pagina 6 di 6

Semilibertà negata: i legami con il clan contano
La Corte di Cassazione conferma il diniego della semilibertà a un detenuto per reati di mafia. Nonostante il riconoscimento della collaborazione impossibile, la condanna della moglie per aver ricevuto sussidi dal clan è stata ritenuta prova di persistente pericolosità sociale, rendendo prematura la concessione del beneficio.
Continua »
Semilibertà: annullato diniego basato su congetture
Un uomo in regime di semilibertà si vede sospendere la misura dopo l'arresto del figlio, suo datore di lavoro. La richiesta di riammissione con un nuovo impiego viene respinta dal Tribunale di Sorveglianza sulla base di congetture riguardo la sua presunta conoscenza dei reati del familiare. La Corte di Cassazione annulla la decisione, ribadendo che il diniego della semilibertà deve fondarsi su elementi concreti e non su meri sospetti, imponendo una valutazione complessiva del percorso rieducativo del condannato.
Continua »
Liberazione condizionale: no senza pentimento sincero
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione condizionale a una donna condannata all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa. La decisione si basa sulla mancanza di un "sicuro ravvedimento", requisito che va oltre la semplice buona condotta in carcere. Secondo i giudici, la detenuta non aveva completato un percorso di revisione critica del proprio passato criminale, tendendo a minimizzare le proprie responsabilità e ad attribuirle al coniuge. La sentenza ribadisce che per ottenere il beneficio è necessario un abbandono convinto delle scelte criminali passate.
Continua »
Permesso premio: legami mafiosi ostacolano il beneficio
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a un detenuto per reati associativi di tipo mafioso. Nonostante un positivo percorso rieducativo in carcere, la Corte ha ritenuto prevalenti gli elementi che indicavano la persistenza di legami, diretti e indiretti, con l'organizzazione criminale di provenienza. La decisione sottolinea come, per la concessione del permesso premio in casi di criminalità organizzata, sia necessario escludere in modo rigoroso qualsiasi collegamento attuale con l'ambiente mafioso, un onere che nel caso di specie non è stato soddisfatto.
Continua »