LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 57 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

Pagina 2 di 2

Raddoppio termini accertamento e limiti sull’IRAP
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito importanti principi sul raddoppio dei termini di accertamento fiscale. Ha confermato la sua validità per IRPEF e IVA in presenza di sospetti reati tributari, ma ha escluso la sua applicazione all'IRAP. Inoltre, ha riaffermato l'obbligo di applicare retroattivamente sanzioni più favorevoli per il contribuente in base al principio del 'favor rei', ordinando il ricalcolo delle sanzioni in un caso specifico.
Continua »
Rimborso credito IVA: contestabile anche dopo i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7036/2025, stabilisce un principio fondamentale in materia di rimborso credito IVA. Anche se sono scaduti i termini per l'accertamento fiscale, l'Amministrazione Finanziaria mantiene il diritto di verificare l'effettiva esistenza del credito esposto in dichiarazione. La semplice indicazione del credito non lo rende definitivo e non contestabile. Il caso riguardava una società che aveva acquisito un credito IVA da un'altra impresa poi fallita, vedendosi negare il rimborso per mancanza di documentazione probatoria. La Suprema Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, che aveva erroneamente ritenuto il credito ormai consolidato, riaffermando il potere di controllo del Fisco sulla sostanza del diritto al rimborso.
Continua »
Raddoppio dei termini: basta l’obbligo di denuncia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 666/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamento fiscale: il raddoppio dei termini per la notifica degli avvisi è legittimo quando sussistono seri indizi di reato che impongono l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della stessa o dal suo esito. Il caso riguardava un avviso di accertamento IRPEF notificato a un amministratore di fatto di una società, basato su utili non contabilizzati. I giudici di merito avevano annullato l'atto ritenendolo tardivo, ma la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza e rinviando il caso alla corte territoriale per un nuovo esame basato sulla corretta interpretazione della normativa sul raddoppio dei termini.
Continua »
Raddoppio termini IRAP: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento IRAP per il 2005, notificato nel 2012. L'Agenzia delle Entrate ha applicato il cosiddetto 'raddoppio dei termini' di accertamento, giustificandolo con la presenza di fatti penalmente rilevanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il raddoppio termini IRAP non è applicabile. La motivazione risiede nel fatto che per l'IRAP non sono previste sanzioni penali specifiche, rendendo illegittimo l'avviso di accertamento perché notificato oltre i termini ordinari di decadenza.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'indetraibilità dell'IVA per una società coinvolta in operazioni soggettivamente inesistenti. È stato accertato che la società agiva come uno schermo fittizio per deviare costi da un'altra impresa collegata, gestita dallo stesso soggetto. La consapevolezza della frode, desunta dalla stretta relazione tra le entità, è stata decisiva per negare il diritto alla detrazione, ribadendo che la forma non può prevalere sulla sostanza della transazione economica.
Continua »
Utili extracontabili: notifica e presunzione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF a carico di un socio per utili extracontabili di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, stabilendo la validità della notifica dell'atto presupposto presso la sede sociale, anche se ritirato da un mero "collaboratore", e ribadendo che la presunzione di distribuzione dei profitti non richiede la definitività dell'accertamento societario. Inoltre, ha chiarito che gli utili "in nero" vengono tassati per intero al socio, senza la mitigazione del 40%.
Continua »
Utili extra-contabili: la Cassazione sulla tassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una s.r.l. contro un avviso di accertamento per utili extra-contabili. La Corte ha confermato la validità della notifica dell'atto presupposto alla società, anche se ricevuto da un semplice "collaboratore" presso la sede. Ha ribadito la presunzione di distribuzione dei profitti non dichiarati ai soci e la loro tassazione integrale (100%), non parziale. Infine, ha dichiarato inammissibili le censure sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
Continua »