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Art. 57 d.lgs. 546/92

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Esterovestizione: la Cassazione sui poteri del Fisco
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esterovestizione, affermando che un certificato di residenza fiscale estero non è prova sufficiente a escluderla. La sentenza chiarisce che per gli accertamenti fiscali derivanti da verifiche 'a tavolino', non è obbligatorio il contraddittorio preventivo con il contribuente. Il caso riguardava una società energetica con sede formale nei Paesi Bassi ma, secondo il Fisco, gestita dall'Italia. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata solo sul certificato formale, rinviando per una valutazione complessiva degli indizi.
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Sopravvenienza passiva: onere della prova per la deduzione
Un promotore finanziario si è visto negare la deduzione di un costo di 100.000 euro, qualificato come sopravvenienza passiva, per un accordo transattivo con due clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il contribuente non ha soddisfatto il rigoroso onere della prova necessario per dimostrare la certezza, l'inerenza e la base giuridica della spesa. La documentazione prodotta è stata ritenuta carente sia dal punto di vista formale che sostanziale, rendendo il costo non deducibile.
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Responsabilità rappresentante fiscale: limiti e prove
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del rappresentante fiscale per violazioni IVA di una società estera non è automatica. Per affermare la responsabilità solidale, l'Agenzia delle Entrate deve provare l'effettiva e attiva partecipazione del rappresentante nelle operazioni irregolari contestate. La mera nomina formale non è sufficiente a far discendere la responsabilità per tutte le attività della società non residente, specialmente in caso di operazioni inesistenti. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva condannato il rappresentante basandosi unicamente sul suo ruolo, rinviando il caso per una nuova valutazione dei fatti.
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Definizione agevolata: eccezione sempre rilevabile
Un contribuente aderisce a una definizione agevolata ma prosegue una causa contro gli stessi atti. La Corte di Cassazione stabilisce che l'adesione comporta una carenza di interesse ad agire. Questa condizione, che rende il processo improponibile, non è un'eccezione nuova vietata in appello, ma una questione rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate è stata annullata con rinvio.
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Costi di sponsorizzazione: la parola alle Sezioni Unite
Un imprenditore si è visto negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. L'Agenzia delle Entrate ha ritenuto l'operazione inesistente. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, rilevando l'esistenza di un'assoluzione penale per i medesimi fatti, ha sospeso la decisione per attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario.
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