La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un privato che ha esercitato pressioni su un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri per favorire il figlio. La condotta, inizialmente qualificata come induzione indebita, è stata riqualificata come minaccia a pubblico ufficiale. I giudici hanno stabilito che anche la prospettazione di un danno ingiusto non diretto, ma idoneo a coartare la volontà dell'ufficiale, integra il delitto previsto dall'art. 336 c.p.
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