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Art. 556 Codice Civile

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Azione di riduzione: onere della prova chiarito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20954/2025, ha chiarito i requisiti dell'onere probatorio per l'erede che agisce con un'azione di riduzione. Nel caso esaminato, alcuni eredi legittimari avevano citato in giudizio un altro erede, beneficiario di cospicue donazioni da parte del defunto. Le corti di merito avevano rigettato la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova. La Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che l'attore non è tenuto a quantificare monetariamente la lesione nella domanda iniziale, ma deve fornire una rappresentazione patrimoniale, anche basata su presunzioni, che renda verosimile la lesione della quota di legittima. Indicare analiticamente le donazioni e i beni relitti è sufficiente per superare il vaglio iniziale di ammissibilità della domanda.
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Azione di riduzione: onere della prova del legittimario
Un erede ha promosso un'azione di riduzione sostenendo che una compravendita stipulata dalla defunta fosse in realtà una donazione dissimulata a favore di un altro erede. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, confermando la decisione di primo grado. Il motivo centrale del rigetto risiede nell'inadempimento dell'onere della prova da parte dell'attore. La Corte ha stabilito che chi agisce in riduzione non può limitarsi a una generica allegazione, ma deve fornire una precisa rappresentazione patrimoniale, indicando il valore della massa ereditaria, della sua quota e la misura esatta della lesione subita.
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Donazione indiretta e polizza vita: lesione legittima
Un figlio cita in giudizio la sorella sostenendo che i premi di una polizza vita, pagati dalla madre defunta a beneficio della sorella, costituissero una donazione indiretta lesiva della sua quota di legittima. Il Tribunale di Sondrio accoglie la domanda, affermando che i premi versati devono essere inclusi nel calcolo del patrimonio ereditario (riunione fittizia). Di conseguenza, ha ordinato alla sorella di reintegrare la quota del fratello con un pagamento corrispondente alla lesione subita.
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Competenza territoriale successione: il domicilio vince
Un creditore contesta un testamento, ma il convenuto solleva un'eccezione di incompetenza. Il Tribunale accoglie l'eccezione, stabilendo che la competenza territoriale in materia di successione si determina in base all'ultimo domicilio effettivo del defunto, inteso come centro dei suoi interessi, e non necessariamente dal luogo di residenza anagrafica o di decesso.
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