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Art. 55 del D.P.R. n. 917 del 1986

Contributi coadiuvante familiare: quali redditi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali di un coadiuvante familiare deve includere la totalità dei redditi d'impresa, compresi quelli percepiti dal coadiuvante stesso per la partecipazione in altre società. L'imprenditore titolare è l'unico obbligato al versamento verso l'ente previdenziale, ma ha diritto di rivalsa nei confronti del familiare. La sentenza chiarisce un punto cruciale sui contributi coadiuvante familiare, estendendo l'obbligo a tutti i redditi d'impresa percepiti dal nucleo.
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Contributi INPS socio: esclusi gli utili da Srl
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi INPS di un socio lavoratore non devono essere calcolati sugli utili percepiti da una società di capitali (S.r.l.) nella quale egli detiene una partecipazione senza svolgere attività lavorativa. La sentenza chiarisce che la base imponibile per i contributi INPS del socio deve includere solo i redditi d'impresa, escludendo i redditi di capitale come i dividendi da partecipazioni passive, in linea con la distinzione operata dalla normativa fiscale.
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Contributi previdenziali socio: esclusi utili da Srl
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7267/2025, ha stabilito che i redditi derivanti dalla mera partecipazione a una società di capitali (S.r.l.), senza prestazione di attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali socio per la gestione commercianti. Il caso riguardava un agente di commercio a cui l'INPS richiedeva contributi sugli utili percepiti come socio di una S.r.l. La Corte ha chiarito che tali utili sono 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e quindi sono esclusi dal calcolo contributivo, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Contributi INPS: no su utili da S.r.l. senza lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che i Contributi INPS per la gestione commercianti non sono dovuti sugli utili derivanti dalla mera partecipazione in una S.r.l., se il socio non vi svolge attività lavorativa. L'ordinanza chiarisce che tali proventi sono classificati come 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e pertanto sono esclusi dalla base imponibile contributiva. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, respingendo il ricorso dell'Istituto Previdenziale.
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Contributi socio Srl: niente obbligo senza lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4015/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contributi socio Srl. Il ricorso di un ente previdenziale, che richiedeva il pagamento dei contributi sul reddito da capitale percepito da un socio non lavoratore di una S.r.l., è stato respinto. La Corte ha chiarito che solo i redditi d'impresa, derivanti da un'effettiva attività lavorativa, rientrano nella base imponibile contributiva. I redditi derivanti dalla mera partecipazione societaria, qualificati come redditi di capitale, ne sono esclusi, valorizzando lo 'schermo societario' tipico della S.r.l.
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Contributi socio Srl: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4018/2025, ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo un principio fondamentale sui contributi socio Srl. È stato chiarito che i redditi derivanti dalla mera partecipazione a una società di capitali, qualificabili come redditi di capitale, sono esclusi dalla base imponibile per i contributi della gestione commercianti. Solo i redditi d'impresa, derivanti da un'effettiva attività lavorativa, sono soggetti a contribuzione.
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Contributi socio Srl: quando non sono dovuti
Un'importante ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi previdenziali per gli artigiani non sono dovuti sui redditi da capitale derivanti dalla mera partecipazione in una S.r.l. qualora il socio non svolga alcuna attività lavorativa all'interno della società. L'ente previdenziale aveva richiesto i contributi basandosi sulla partecipazione societaria, ma la Corte ha rigettato il ricorso, distinguendo nettamente tra reddito d'impresa (soggetto a contribuzione) e reddito di capitale (escluso se non connesso a un'attività lavorativa). La decisione chiarisce che la base imponibile per i contributi del socio Srl è legata esclusivamente all'effettivo svolgimento di un'attività lavorativa.
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Deducibilità costi: onere della prova sul contribuente
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cardine in materia fiscale: per la deducibilità dei costi, l'onere della prova grava sempre sul contribuente. Il caso analizzato riguardava la contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate di diverse spese di un'azienda, tra cui costi per carburante con documentazione incompleta, spese di rappresentanza e oneri per consulenze ritenute fittizie. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, che aveva erroneamente alleggerito la posizione del contribuente, ribadendo che la mera contabilizzazione di un costo non è sufficiente. È necessario dimostrarne l'effettività, l'inerenza all'attività d'impresa e la correttezza formale della documentazione a supporto.
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