LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 548 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 548 Codice di Procedura Civile

Accertamento dell’obbligo del terzo: regole e prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati che intendevano ottenere l'accertamento dell'obbligo del terzo nei confronti di un ente regionale. I ricorrenti avevano pignorato somme dovute a un consorzio debitore per l'occupazione di suoli destinati a infrastrutture. La Corte ha chiarito che il subentro dell'ente pubblico nei rapporti passivi non è automatico ex lege, ma richiede prove documentali specifiche come la rendicontazione e la consegna formale delle opere. In assenza di tali prove, l'onere probatorio non può considerarsi assolto, né la mancata risposta all'interrogatorio formale può sostituire la prova documentale necessaria.
Continua »
Pignoramento compensi professionali: a chi spetta?
Un istituto di credito, creditore di un professionista, avvia un pignoramento compensi professionali nei confronti di una società cliente di quest'ultimo. La società sostiene che il debito sia dovuto allo studio associato del professionista, non all'individuo. La Corte di Cassazione chiarisce che un obbligo interno di versare i compensi all'associazione non costituisce una cessione del credito formale e non è opponibile ai creditori terzi. Di conseguenza, il credito appartiene al singolo professionista e può essere legittimamente pignorato.
Continua »
Prova del debito e fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa, dichiarata fallita, ricorre in Cassazione contestando la sussistenza dei debiti posti a fondamento della dichiarazione di insolvenza. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, ai fini fallimentari, costituisce valida prova del debito sia la mancata contestazione in una procedura di pignoramento presso terzi, sia un avviso di accertamento fiscale notificato, anche se non ancora iscritto a ruolo. La Corte ha confermato la correttezza della valutazione dello stato di insolvenza basata su tali debiti e su altri indici, come la cessazione dell'attività d'impresa.
Continua »
Dichiarazione di fallimento: il ricorso inammissibile
Una società ricorre in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento, richiesta da un unico creditore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza e ribadisce che, ai fini della dichiarazione di fallimento, non è necessario un accertamento definitivo del credito, essendo sufficiente una valutazione incidentale del giudice. Viene inoltre confermato che lo stato di insolvenza può sussistere anche in presenza di un solo inadempimento.
Continua »