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Art. 54, comma 1, lettera b), del D.L. n. 83 del 2012

Sponsorizzazioni fittizie: Cassazione nega deducibilità
Una società si è vista negare la deducibilità di costi per sponsorizzazioni sportive, ritenute dall'Agenzia delle Entrate operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che, di fronte a gravi indizi di operazioni fittizie, spetta al contribuente fornire la prova rigorosa dell'effettiva esecuzione delle prestazioni. La sola documentazione formale, come fatture e pagamenti, non è stata ritenuta sufficiente per superare le presunzioni di frode fiscale legate a sponsorizzazioni fittizie.
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Presunzione fiscale: come vincere sui movimenti bancari
La Corte di Cassazione ha chiarito che per superare la presunzione fiscale legata ai movimenti bancari, il contribuente deve fornire una prova analitica e specifica per ogni singola operazione. Nell'ordinanza, è stato annullato il verdetto di un giudice di merito che aveva accettato genericamente una perizia di parte, ribadendo la necessità di una valutazione rigorosa e puntuale delle prove fornite contro l'accertamento fiscale.
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Motivazione perplessa: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione perplessa e irriducibilmente contraddittoria. Il caso riguardava un accertamento fiscale basato su un campione di merci ritenuto non rappresentativo. La Corte ha stabilito che i giudici di merito, pur riconoscendo le lacune della verifica fiscale, hanno poi sviluppato un ragionamento illogico e incomprensibile, violando il requisito del 'minimo costituzionale' della motivazione e rendendo la sentenza nulla.
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Cartella di pagamento: legittima anche senza avviso?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato, sostenendo la sua illegittimità per la mancata ricezione di un avviso preventivo e per un vizio nella notifica via PEC. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cartella di pagamento è legittima se si basa su imposte dichiarate ma non versate, senza che vi siano incertezze. In tal caso, non è necessario un avviso bonario e l'onere di provare il pagamento o l'errore nella dichiarazione spetta al contribuente. Inoltre, la notifica via PEC da un indirizzo non presente nei registri pubblici è valida se non causa un concreto pregiudizio al diritto di difesa.
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Motivazione apparente: sentenza nulla e da rifare
Una società operante nel settore delle autoriparazioni e i suoi soci si sono visti annullare un avviso di accertamento fiscale dalla Commissione Tributaria Regionale. La decisione, tuttavia, si limitava ad affermare che l'appello era fondato, senza fornire alcuna spiegazione. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato questa sentenza davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che la totale assenza di argomentazioni costituisce una "motivazione apparente", vizio che rende la sentenza nulla. Di conseguenza, la causa è stata rinviata al giudice regionale per un nuovo esame che dovrà concludersi con una pronuncia adeguatamente motivata.
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Notifica al difensore: onere di ricerca dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di notifica al difensore domiciliatario che ha trasferito il proprio studio, spetta al notificante l'onere di ricercare il nuovo indirizzo. La Corte ha respinto il ricorso di un agente della riscossione, la cui impugnazione era stata dichiarata improcedibile per un errore di notifica, negando la rimessione in termini. La decisione sottolinea che l'indicazione dello studio legale come domicilio non esonera il notificante dall'usare l'ordinaria diligenza per reperire il nuovo recapito, specialmente se tale informazione è desumibile dagli atti di causa.
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Agevolazioni fiscali ASD: onere della prova e statuto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20857/2025, ha rigettato il ricorso di un'associazione sportiva dilettantistica a cui erano state negate le agevolazioni fiscali ASD. La Corte ha ribadito che, per beneficiare del regime fiscale di favore, non è sufficiente la conformità formale dello statuto, ma è necessario che l'ente fornisca la prova concreta dell'effettivo svolgimento di attività senza scopo di lucro e della democraticità della vita associativa. L'onere di questa prova ricade interamente sul contribuente.
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