Un uomo, vittima di un'aggressione armata, mente agli inquirenti per proteggere il suo aggressore, sostenendo di essersi ferito accidentalmente. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per favoreggiamento per la prima menzogna, ma lo ha assolto per le dichiarazioni successive. La Corte ha applicato la causa di non punibilità prevista dall'art. 384 c.p., poiché la seconda bugia era finalizzata a evitare un'incriminazione per la prima.
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