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Art. 526 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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Altri anni per Art. 526 Codice di Procedura Penale

Favoreggiamento immigrazione: la prova da cellulare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a carico di due individui che avevano trasportato 43 migranti, abbandonandoli poi su un gommone. La sentenza sottolinea la piena utilizzabilità, come prova documentale, delle fotografie estratte dai cellulari sequestrati ai migranti, anche senza ascoltare i loro proprietari. La Corte ha rigettato la tesi difensiva del "salvataggio scriminante", ritenendola inattendibile e smentita dagli elementi probatori, come la localizzazione dell'imbarcazione e la fuga all'arrivo della Capitaneria di Porto. È stata inoltre confermata l'aggravante del fine di profitto, desunta dalla natura organizzata dell'operazione.
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Immutabilità del giudice: quando non serve nuovo esame?
Un uomo, condannato per tentato omicidio, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del principio di immutabilità del giudice, poiché il collegio giudicante era cambiato durante il processo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di mutamento del giudice, le prove già assunte sono utilizzabili se la difesa, pur avendone la possibilità, non richiede espressamente un nuovo esame dei testimoni. Il silenzio della difesa viene interpretato come consenso all'utilizzo degli atti precedenti.
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Omicidio senza cadavere: prova indiziaria e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio volontario a carico di un uomo accusato di aver ucciso la suocera, il cui corpo non è mai stato ritrovato. La decisione si fonda su un solido quadro di prove indiziarie, tra cui il movente economico, un alibi palesemente falso smentito dai tabulati telefonici e il comportamento tenuto dall'imputato dopo la scomparsa della vittima. La sentenza stabilisce che, anche in assenza della prova diretta, un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti è sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza per omicidio senza cadavere, al di là di ogni ragionevole dubbio.
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Porto d’armi abusivo: no a lieve entità e tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto d'armi abusivo di un soggetto trovato in possesso di un coltello a serramanico. I giudici hanno respinto il ricorso, negando sia la circostanza della lieve entità del fatto sia la causa di non punibilità per particolare tenuità, valorizzando i precedenti penali dell'imputato, le caratteristiche dell'arma e il suo comportamento.
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Cauzione non versata: quando l’indigenza non basta
Un individuo, condannato per non aver pagato una cauzione imposta come misura di prevenzione, ha fatto ricorso sostenendo di essere in uno stato di indigenza. Ha portato come prova il fatto di ricevere aiuti da un ente caritatevole e di versare il mantenimento al figlio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno ritenuto che percepire il reddito di cittadinanza, ricevere aiuti dai genitori e vivere in un'abitazione senza pagare l'affitto fossero elementi sufficienti a escludere un'impossibilità assoluta di pagare. La sentenza chiarisce che la difficoltà economica, per escludere il reato di cauzione non versata, deve essere provata in modo rigoroso come totale incapacità ad adempiere.
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