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Art. 524 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 524 Codice di Procedura Penale

Furto in abitazione: vale anche se la casa non è abitata
Due soggetti compiono un furto all'interno di una casa temporaneamente non abitata, sottraendo gioielli e un fucile con cartucce. La difesa contesta la condanna per furto in abitazione, chiedendo di considerare l'immobile come abbandonato e di derubricare il fatto in furto semplice per difetto di valida querela. I ricorrenti contestano inoltre la validità dei prelievi di DNA e l'aggravante del travisamento per l'uso dei soli cappucci delle felpe. La Corte di Cassazione rigetta integralmente i ricorsi. La Suprema Corte stabilisce che un immobile non è abbandonato quando custodisce beni di rilevante valore economico, confermando la qualifica di privata dimora. I giudici confermano anche l'aggravante del travisamento, ritenendo il cappuccio sufficiente a ostacolare l'immediato riconoscimento degli autori del delitto.
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Bancarotta fraudolenta: la gestione dannosa è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico degli amministratori di una cooperativa di trasporti. La Corte ha ritenuto che la loro gestione, caratterizzata da pagamenti ai soci superiori ai ricavi e da un sistematico ricorso al credito bancario, costituisse una dissipazione del patrimonio sociale. La sentenza ha anche validato il ruolo di 'amministratore di fatto' per uno degli imputati, nonostante non ricoprisse più una carica formale, basandosi sul suo continuo e significativo intervento nella gestione aziendale. I ricorsi sono stati respinti in quanto le scelte gestionali sono state giudicate come consapevolmente rischiose e dannose per i creditori.
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Immutabilità del giudice: nullità senza rinnovo
Una sentenza di primo grado, annullata in appello per un cambio nella composizione del collegio giudicante durante la discussione finale, viene esaminata dalla Cassazione. La Suprema Corte conferma che tale mutamento viola il principio di immutabilità del giudice, causando la nullità assoluta della decisione, poiché l'intero dibattimento, comprese le argomentazioni conclusive, deve svolgersi davanti agli stessi giudici che emettono la sentenza.
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