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Art. 518-quater Codice Penale — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 518-quater Codice Penale

Contraffazione opere d’arte: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di contraffazione opere d'arte. Il caso riguardava un dipinto falsamente attribuito a un celebre artista del Rinascimento. La Corte ha stabilito che la richiesta di un attestato di libera circolazione integra il reato di 'messa in circolazione' e ha confermato la continuità normativa tra la vecchia e la nuova disciplina, respingendo le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa.
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Sequestro opera d’arte: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di un'opera d'arte ritenuta contraffatta e messa in vendita online. La sentenza chiarisce che per disporre il sequestro probatorio è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ossia il fondato sospetto di un reato, senza che sia necessaria la prova piena dell'intento fraudolento (dolo) del venditore in questa fase preliminare. La decisione sottolinea come il sequestro opera d'arte sia uno strumento investigativo volto proprio a raccogliere le prove necessarie, inclus quelle relative all'elemento soggettivo del reato.
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Beni culturali: l’onere della prova spetta al possessore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro il sequestro di 198 documenti, qualificati come beni culturali, che erano stati posti in vendita su una piattaforma online. La sentenza sottolinea un principio fondamentale: quando i documenti hanno una chiara provenienza da archivi pubblici, come quelli di un tribunale, spetta al possessore dimostrarne l'origine lecita. La semplice affermazione che non siano beni culturali non è sufficiente a superare le prove concrete della loro natura archivistica.
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Riesame sequestro: l’errore di fatto che lo annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità relativa a un'istanza di riesame sequestro. Il Tribunale del riesame aveva erroneamente considerato due distinti documenti storici come un unico bene, negando così il diritto dell'indagato a impugnare il secondo sequestro. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata sulla corretta distinzione dei beni.
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Sequestro probatorio: l’interesse dell’indagato
La Cassazione ha esaminato un caso di sequestro probatorio di beni culturali. L'indagato, pur non essendo più proprietario dei beni, ha impugnato il provvedimento. La Corte, pur riconoscendo il suo interesse ad agire per evitare l'uso delle prove, ha respinto il ricorso, ritenendo la motivazione del sequestro sufficiente e non meramente esplorativa, in quanto finalizzata ad accertamenti tecnici indispensabili.
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