La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per il reato di vendita di prodotti con indicazioni mendaci, legato al fenomeno del falso Made in Italy. Gli imputati commercializzavano capi di abbigliamento e calzature prodotte in Cina apponendo etichette ingannevoli come "made in Italy" e "prodotto interamente in Italia", nonostante la presenza di indicazioni veritiere sulla produzione cinese. La Corte ha stabilito che la capacità ingannatoria di tali diciture è sufficiente a configurare il reato, respingendo inoltre la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'ingente quantità di merce e di etichette false rinvenute.
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